La psoriasi e la fototerapia. La terapia della luce e la psoriasi

 

La psoriasi e la fototerapia. La terapia della luce e la psoriasi. L’effetto antinfiammatorio dato dalla fototerapia regola le complesse difese immunitarie, riducendo la moltiplicazione delle cellule del derma, migliorando le tipiche lesioni cutanee.

 

 

La psoriasi è una patologia cronica, autoimmune (dovuta a un’anomala risposta immunitaria), di probabili origini genetiche che è scatenata spesso da fattori ambientali e psicologici. Tra i tanti alleati della psoriasi troviamo i raggi solari o ultravioletti, considerati tempo addietro l’ unico strumento per il trattamento di numerose patologie. Fin dall’antichità infatti era noto che l’esposizione al sole poteva portare ad un miglioramento della malattia. Spesse volte lo stile di vita, la posizione geografica, il clima e talvolta anche un senso costante di imbarazzo non ci permettono però di poter trascorrere giornate al mare o semplicemente di poter anche solo concedersi mezz' ora in balcone a prendere il sole. Per questo motivo sempre più persone affette da psoriasi, soprattutto nel periodo invernale, decidono di sottoporsi alla fototerapia. Per comprendere quali siano gli effetti benefici e quali invece le possibili controindicazioni dell’esposizione ai raggi ultravioletti, occorre anzitutto comprendere l’ azione svolta dai raggi UVA e UVB.I raggi UVA rappresentano circa il 95% della radiazione ultravioletta che arriva sulla superficie terrestre. Questi sono in grado di penetrare in profondità nella pelle, raggiungendo e alterando le cellule del derma con conseguenze quali:
 

  • rilassamento e perdita di tono della pelle;
  • variazione nell'orientamento delle fibre di elastina e collagene con conseguente comparsa delle rughe;
  • intolleranze solari con manifestazione di rossori e prurito;
  • macchie;
  • sviluppo di tumori della pelle.

 

I raggi UVB sono presenti nella luce solare naturale e hanno una lunghezza d’onda più corta rispetto ai raggi UVA. Questi non superano lo strato del derma e agiscono principalmente in superficie - a livello dell’epidermide-  contribuendo a:

stimolare la produzione di melanociti, citochine e sostanze antinfiammatorie;
stimolare la produzione di melanina;

stimolare la produzione di vitamina D  ( http://www.psotherapy.it/blog/la-psoriasi-e-la-vitamina-d/  ), indispensabile per tenere sotto controllo i sintomi di malattie autoimmuni come la psoriasi senza danneggiare in profondità il derma.

Avendo constatato quali effetti positivi comporta l’ esposizione ai raggi UVB, possiamo comprendere come questi siano stati impiegati sapientemente in nuove terapie come la fototerapia.
 

Cos’ è la fototerapia?

La fototerapia o terapia della luce, comporta l’esposizione per un periodo di tempo prolungato ai raggi UVB, solitamente a banda stretta - con radiazioni ultraviolette di tipo B a 311 nm - (all’interno di cabine fornite di specifiche lampade la cui funzione è monitorata con controllo elettronico) per l’ impiego terapeutico il cui fine è quello di trattare una serie di malattie della pelle e del corpo in genere tra cui psoriasi, dermatite e acne particolarmente ostiche e/o estese ma anche osteoporosi e rachitismo. L’effetto antinfiammatorio  dato dalla fototerapia regola le complesse difese immunitarie, riducendo la moltiplicazione delle cellule del derma, migliorando le lesioni cutanee tipiche della malattia.

 

 "Il suddetto trattamento non ha nulla a che vedere con le lampade solari abbronzanti che espongono al rischio di melanoma al 60 % e non aiutano la psoriasi"

- World Health Organization -

 

Con quale frequenza ci si deve sottoporre alla fototerapia?

Solitamente la fototerapia va eseguita due o tre volte alla settimana e in genere a cicli di 20 o 25 sedute. Si inizia con una minima dose di raggi UV.  Tale esposizione verrà aumentata progressivamente nel tempo sino ad un massimo di 6 minuti per ciascuna seduta.

 
Per chi è sconsigliata la fototerapia?

Dovranno prestare particolare attenzione tutte quelle persone che hanno la pelle molto chiara, definite “di fototipo basso” e che si scottano facilmente al sole.

 
Possono presentarsi effetti collaterali?
Premettendo che in genere il trattamento è sicuro, bisogna prendere in considerazione gli effetti collaterali dello stesso, sottolineando che possono esserci delle conseguenze, anche se lievi e di breve durata. Tali effetti sono dati dal numero e durata errati delle sedute o talvolta anche da alcuni farmaci che interagiscono in maniera negativa con la terapia. Nonostante siano rari, è possibile riscontrare i seguenti effetti collaterali: nausea, eruzioni cutanee, secchezza della bocca, affaticamento degli occhi e irritabilità. Occorre inoltre precisare che solitamente gli effetti più fastidiosi insorgono generalmente nella fase iniziale e comunque il medico stesso può intervenire regolando opportunamente i tempi fra una seduta e l’altra. Si rivela estremamente efficace affiancare alla terapia un trattamento topico in modo da ridurne le sedute e trattare la patologia su più fronti. È indicato, infatti, idratare la pelle quotidianamente durante il trattamento; così facendo si favorisce l'eliminazione delle squame psoriasiche aumentando l'efficacia della fototerapia.
Ricordiamo che prima di iniziare la fototerapia è consigliabile sottoporsi ad una visita medica per apprendere le precauzioni da adottare e accertare che tale trattamento sia idoneo al proprio caso. E’ di eguale importanza che, qualora si riscontrino miglioramenti, non si interrompano le normali terapie, la dieta alimentare corretta ed eventuali rimedi naturali. 

 

 

Ricordiamo che il trattamento naturale Psotherapy™ è compatibile con la fototerapia per cui può essere utilizzato in concomitanza alla stessa.

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Poiché su ogni persona qualsiasi trattamento può determinare risultati differenti, quelli mostrati nelle immagini, le testimonianze pubblicate e i test in vitro, rendono verosimile, ma non certo, il conseguimento di tali risultati a chi fa uso dei prodotti Psotherapy™.”)

 

 

 

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